Anafilassi da sforzo: La patologia si manifesta prima, durante o dopo l’esercizio fisico.


Le 3 fasi dell’anafilassi.

L’anafilassi da esercizio fisico (EIAn: exercise induced anaphylaxis) o anafilassi da sforzo è una patologia che si manifesta all’inizio, durante, oppure subito dopo l’esercizio fisico.

È caratterizzata da:

  • una prima fase (prodromica) con astenia, prurito, calore, eritema generalizzato;
  • una seconda fase con orticaria gigante e angioedema;
  • una fase conclamata che interessa le vie aeree superiori e inferiori (tosse, stridore laringeo e broncospasmo), il tratto gastrointestinale (nausea, crampi addominali, vomito e diarrea), l’apparato cardiocircolatorio (ipotensione e collasso).

Il primo episodio si può manifestare in pazienti adulti e allenati – anche in chi si allena costantemente per competizioni come le gare podistiche – e la sintomatologia (che dura da 30 minuti a 4 ore) è molto irregolare, cioè non si presenta in tutte le occasioni di esercizio fisico anche di eguale entità.

I fattori che favoriscono l’anafilassi.

L’incidenza dell’anafilassi da sforzo sembra aumentare, ai nostri giorni, per la maggiore tendenza a praticare attività fisica. Fattori favorenti la patologia sono: il clima caldo-umido o il freddo intenso, il ciclo mestruale, l’aumentata concentrazione di pollini, la storia familiare e/o personale di atopia.

L’anafilassi da esercizio fisico può essere cibo-dipendente (FdEIAn) cioè correlata all’associazione tra l’assunzione di un determinato alimento e lo sforzo fisico.

Tutti i sintomi.

I sintomi sono scatenati dall’attività fisica svolta entro 2 ore dall’ingestione di alimenti e sono a rischio gli atleti e i giovani in buone condizioni di salute.

Gli episodi non sono prevedibili e possono essere provocati da diversi gradi di sforzo fisico dopo l’ingestione di un alimento a cui il paziente non sempre risulta allergico ecco perché questi spesso non collega la comparsa dei sintomi all’alimento.

I sintomi sono: prurito, orticaria, angioedema, broncocostrizione ed ipotensione.

Gli alimenti più spesso implicati nell’anafilassi da esercizio fisico sono: noce, nocciola, pistacchio, noce brasiliana, pesce, molluschi, granchi e gamberetti, aragosta, latte di mucca, uova, legumi, frutta come banana e kiwi, patate.

Cosa fare in caso di anafilassi.

Evitare l’esercizio fisico per almeno 2-4 ore dopo l’ingestione di alimenti, soprattutto di quelli a cui il paziente è risultato allergico. Raggiungere gradualmente lo sforzo massimale e interrompere immediatamente l’esercizio fisico se compaiono sintomi come prurito diffuso, senso di calore e stanchezza.

Evitare di praticare sport nelle giornate caldo-umide o troppo fredde. Evitare farmaci appartenenti alla classe dell’Acido Acetilsalicilico (Aspirina) e altri farmaci antiinfiammatori, penicilline e cefalosporine.

Durante l’esercizio fisico si verifica un maggior assorbimento degli allergeni alimentari ed aumentano i livelli plasmatici di istamina: per questo motivo è bene evitare alimenti ricchi di istamina, come, per fare qualche esempio, fragole, agrumi, banane, ananas, pomodori, spinaci, albume, formaggi fermentati, cioccolato, insaccati, alimenti in scatola, dadi, vino, birra, cola, caffè, frutti di mare, pesce conservato (aringhe, alici, tonno).

La diagnosi si avvale di un’accurata anamnesi, di prove allergologiche e di prove da sforzo con e senza assunzione di alimenti.

La terapia d’elezione è quella classica dello shock anafilattico: adrenalina associata alla sospensione immediata dell’esercizio fisico.

Come prevenzione: evitare l’assunzione dell’alimento responsabile nelle 4 ore precedenti l’esercizio fisico.

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