A volte possiamo avvertire dei dolori al ginocchio. Richiedendo lunghi tempi di guarigione, è necessario non ritardarne le cure.

 

Dolori al ginocchio? Questa parte del nostro corpo è una delle più importanti fonti di sostegno, ma richiede più tempo a guarire da traumi o dolore: questo anche perché, data la sua funzione di mantenimento della postura eretta, è sollecitato frequentemente del carico corporeo.

L’integrità di questa complessa articolazione è garantita dal sistema muscolo-tendineo e da quello capsulo-legamentoso. Infatti alla base di un’ottima prevenzione vi è un buon tono muscolare. Talvolta la causa della gonalgia è l’usura della cartilagine all’interno dell’articolazione, compreso il sistema dei menischi. Lo spessore cartilagineo è essenziale, come anche la sua consistenza elastica, poiché protegge le tre ossa del compartimento (femore, rotula e tibia) dai costanti micro-traumi provocati dai movimenti. Gli sfregamenti ripetuti nel tempo consumano la cartilagine, fino a farla scomparire lasciando l’osso direttamente esposto all’usura e deformandolo (artrosi).

Anche il sistema tendineo, se stressato, può portare spesso ad un dolore associato a limitazione funzionale; risultano dolorosi sia la contrazione che lo stiramento, soprattutto nel punto in cui il tendine ha inserzione sull’osso. Le principali tendinopatie sono:

  • quella rotulea: patologia che interessa la parte del tendine al di sotto della rotula e colpisce maggiormente gli atleti che esprimono forza esplosiva (atletica leggera, basket, pallavolo, ecc.). Il dolore che ne deriva è spesso causato da una cronica e continua sollecitazione del tendine rotuleo.
  • quella della zampa d’oca (comparto interno): infiammazione dolorosa dei tendini relativi ai muscoli mediali della coscia che si inseriscono, a forma di piede del palmipede da cui il nome, nella parte alta – mediale della tibia. Colpisce maggiormente chi pratica corsa, ciclismo, step (e soprattutto le donne).
  • la nota sindrome della bandelletta ileo-tibiale (comparto esterno): nota anche come ginocchio del corridore, perché colpisce soprattutto i podisti (ma anche pallavolisti, calciatori, giocatori di basket e ciclisti), è un’infiammazione della zona ileotibiale, situata nella fascia laterale del femore, che riveste i muscoli della coscia.

 

Non dobbiamo dimenticare che i problemi legati alle ginocchia possono essere influenzati da diversi fattori:

  • peso, essendo il ginocchio il principale elemento di sostegno, anche una variazione di pochi Kg può stressare l’articolazione.
  • scorrette abitudini posturali, in quanto il nostro baricentro ha uno scarico gravitario ben preciso, e in questo contesto sono importanti anche i sistemi adiacenti al ginocchio, quindi in primis bacino (sistema discendente) e piedi (sistema ascendente).
  • calzature, problema che riscontrano principalmente le donne, per l’utilizzo frequente dei tacchi, causa di uno sbilancio anteriore; un uso moderato è tollerabile, ma quando quest’uso è assiduo, il corpo non riesce a compensare questo squilibrio. Altri esempi li possiamo trovare nei lavoratori che utilizzano scarpe antinfortunistiche, o nei podisti che sempre più spesso ormai ricorrono alle scarpe per “pronatori”
  • attività fisica errata, in quanto ci si imbatte nei problemi legati esecuzione di alcuni gesti sportivi o ad un sovraccarico funzionale. Alcuni esempi: uno squat eseguito male, un’eccessiva estensione durante un tiro o un esercizio specifico, il rinforzo eccessivo di alcuni gruppi muscolari a scapito di altri.

 

Cosa essenziale quando abbiamo un problema al ginocchio è la precocità d’intervento, in quanto il cronicizzarsi del dolore rende molto più lunghi i tempi di guarigione.

Trascurare il problema può portare ad usura eccessiva, a degenerazione delle strutture e quindi alle patologie sopracitate.

La cura primaria riguarda l’uso del ghiaccio, pomate a base di FANS, terapie fisiche (Tecar, Laser, ecc.) e trattamenti manipolativi. Successivamente, se presenti deficit funzionali, bisogna procedere al recupero tramite un rinforzo mirato ed esercizi propriocettivi, volti a garantire un miglior senso di posizione dell’articolazione nello spazio.

 

 

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