In caso di malessere, secondo l’ approccio olistico, bisognerà ricostituire il Triangolo della Salute bilanciando struttura, psiche e biochimica.

 

Approccio olistico, atleti e salute…

Si è portati a credere che “essere in salute” equivalga a “stare bene”. A volte però lo sportivo, soprattutto se agonista, ha una percezione di malessere che non corrisponde alla buona condizione di salute fisica effettivamente posseduta e che quindi non è facilmente riconducibile ad una causa materialmente individuabile da un medico.

In questo caso, il medico che non rileva alcun problema agisce come un “meccanico”: focalizzandosi solo su apparati e organi ne verifica il buon funzionamento e, eventualmente, “ripara” i pezzi difettosi.

Ma corpo e mente vanno entrambi considerati poiché parti di un Tutto, di un Intero che è l’Uomo. In base alla visione olistica della persona – dal greco “Olos”: Tutto come Intero, Totalità – lo spirito e la materia non sono più elementi distinti perché l’uno (lo spirito) agisce sull’altro (il corpo).

Ed è per questo che il concetto di “salute” si è evoluto e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è arrivata a definirlo come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia e o d’infermità”.

Pertanto secondo l’ approccio olistico, quando si vuole veramente curare una malattia si devono prendere in considerazione tutti gli aspetti della vita del paziente, comprese le emozioni: rabbia, stress e tristezza sono infatti elementi che ledono l’energia vitale, abbassano le difese immunitarie.

È quindi fondamentale comprendere a fondo le motivazioni del malessere per poterne estirpare le radici su ogni piano: mentale e fisico.

La ricerca della salute è orientata alla causa piuttosto che al sintomo, al sistema generale piuttosto che al singolo organo, stimolando così il naturale processo di autoguarigione del corpo.

Per far questo vengono utilizzate diverse tecniche che prevedono una forte partecipazione del diretto interessato a cui si forniscono in primis gli strumenti necessari per ritrovare equilibrio e benessere generale, superando così la temporanea situazione di “disagio”.

Lo stato di salute generale nell’ approccio olistico dipende quindi da diversi elementi che, posti in equilibrio, generano una qualità di vita molto soddisfacente e produttiva di apprezzabili risultati anche in ambito sportivo (agonistico e non).

Nella cura di mente e corpo, bisognerà quindi ricostituire il cd. Triangolo della Salute con i suoi 3 lati fondamentali ed equivalenti: Struttura, Psiche e Biochimica.

La Struttura è influenzata principalmente da recettori posturali non equilibrati (occlusione, appoggio podalico e recettori visivi) e da atteggiamenti posturali errati che generano retrazioni muscolari sbilanciate e quindi dolorose.

La Psiche è condizionata da emozioni, pensieri, paure, sentimenti che interagiscono continuamente con il nostro corpo provocando somatizzazioni degli stati di disagio.

La parte Biochimica è costituita da quello che mangiamo, cosa e quanto beviamo, il fumo, l’inquinamento elettromagnetico, ecc.

Quindi, in sostanza, per il benessere della persona in generale e, in particolare, per lo sportivo agonista (che è spesso stressato anche dalle attività di preparazione ed esecuzione delle varie gare), è importante correggere in tempo lo squilibrio di una parte che può portare a disturbi anche nelle altre.

Per esempio, il trattamento per dolori alla zona lombare della schiena potrebbe consistere in sedute di manipolazione e di riprogrammazione posturale oppure nella somministrazione di antidolorifici. Se l’agonista, però, ha abitudini alimentari scorrette e provoca così l’indebolimento del muscolo psoas (che è il muscolo che rende stabile l’anca che passa dall’intestino e si lega sulle vertebre lombari) oppure se è sotto pressione sul lavoro o ha problemi in famiglia, il solo trattamento fisico non basterà ad alleviare il dolore in modo definitivo.

Dovranno quindi essere presi in considerazione tutti gli aspetti per una generale risoluzione.

 

Come ricostituire il Triangolo della Salute?

Il Lato Strutturale può essere trattato mediante metodiche di ribilanciamento posturale adeguate al tipo di attività sportiva svolta, in modo da correggere le retrazioni che nel tempo si sono create a causa della ripetizione dei gesti sportivi. In caso di deficit di qualche recettore posturale, occorrerà rivolgersi al medico competente per la prescrizione dello strumento più idoneo (es: plantare, bite, occhiali, ecc.)

Il Lato Emozionale può essere bilanciato, ad esempio, mediante attività che creano una valvola di sfogo allo stress oppure, lavorando su un piano di natura non chimica ma “vibrazionale”, possiamo far riferimento ai benefici della floriterapia del Dott. Bach.

Infine, il Lato Biochimico può essere curato trovando gli alimenti o gli elementi estranei al corpo (inquinamento, elettromagnetismo, ecc.) che intossicano l’individuo e intervenendo con più strumenti fisici e chimici atti a espellere le tossine accumulate.

Concludendo, si può affermare che la ricerca della “salute”, intesa in senso olistico, porta sicuramente ad un innalzamento della qualità della vita sotto tutti i punti di vista.

E solo uno sportivo veramente “in salute” può realizzare grandi risultati, superando a volte anche i propri limiti.

 

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