Venezia: Cronistoria di una gara eccezionale.

Eccoci nuovamente a raccontare un’esperienza indimenticabile, che mi ha regalato emozioni forti ed uno scenario meraviglioso.

La maratona di Venezia è la mia terza maratona di quest’anno e devo dire che in questa occasione ho cercato di migliorare il mio tempo, riuscendoci e anche in maniera soddisfacente. Gli allenamenti lunghi e duri, quasi sempre in solitaria, hanno dato i loro frutti su un percorso che fino al 30 chilometro è stato a dir poco facile, ma che dal 31° km ha assunto un aspetto un poco più impegnativo per l’attraversamento del ponte della Libertà e negli ultimi 6 chilometri per i continui Sali e scendi sui ponti che attraversano i canali nel centro di Venezia.

Come in tutte le altre gare, ad accompagnarmi ci sono sempre mia moglie e mia figlia, questa volta con la piacevole compagnia di una coppia di amici, Jonica e Gigi che correrà con me questa bellissima maratona.

Maratona di Venezia: L’arrivo a Mestre

Arriviamo a Mestre tutti insieme il venerdì sera tardi e fortunatamente riusciamo a trovare un ristorante che a quell’ora ancora ci assicura una cena che si rivelerà fantastica.

Il mattino seguente con l’amico Gigi andiamo a ritirare i pettorali e i pachi gara presso il parco San Giuliano, dove arriviamo verso le nove del mattino e già risulta difficile parcheggiare a causa di una concomitante manifestazione sportiva giovanile.

Intorno a noi tanta gente che partecipa a questa maratona, ma anche tantissimi curiosi che approfittano degli stand di vendita di materiale sportivo presenti all’interno del tendone allestito per l’evento. Io e Gigi assolte le pratiche burocratiche, ritorniamo dalle nostre famiglie e organizziamo da subito una bella passeggiata nella città più unica al mondo.

Gironzoliamo a Venezia per tutto il pomeriggio fino a sera inoltrata, infatti rientriamo a casa che sono le nove e mezzo della sera, accorgendoci solo allora di aver percorso ben quindici chilometri tra luci e vetrine. Prepariamo la cena e organizziamo lo zaino con tutto l’occorrente per la gara del giorno dopo.

Come in altre occasioni, anche questa volta che la gara è una maratona, non riesco a dormire bene la notte e la sveglia il mattino è presto, alle sei. Colazione abbondante e di corsa verso la stazione ferroviaria per prendere il pullman che ci porterà alla partenza. E sono già le sette e mezzo.

Saliti sul pullman, raggiungiamo in 30 minuti il luogo della partenza a Stra (piccola località a circa 25 km ad ovest di Venezia), all’inizio della Riviera del Brenta, la splendida area a ridosso del canale nella quale i ricchi e nobili veneziani costruirono le proprie case di vacanza nel XVIII secolo.

Ci rendiamo conto da subito che la temperatura non è quella tipica del Salento e ritardiamo la consegna dello zaino e delle giacche fino all’ultimo minuto a disposizione, utilizzando come copertura l’apposito telo termico presente nel pacco gara.

I cancelli prima della maratona.

Ci accingiamo a raggiungere gli appositi cancelli per fare ingresso sul percorso in prossimità del punto di partenza ed io e Gigi ci separiamo dandoci appuntamento all’arrivo.
L’arrivo si trova nel centro storico di Venezia, sulla banchina chiamata Riva Sette Martiri, in posizione panoramica di fronte alla Laguna.

Alle nove e quaranta minuti partono i professionisti e cinque minuti dopo tocca a noi.
La prima parte del percorso, lungo la Riviera del Brenta, si sviluppa in un ambiente ricco di suggestioni storiche, culturali e paesaggistiche, caratterizzato dalle numerose ville venete affacciate sulle acque del fiume.

Poi attraversa il centro di Marghera e Mestre, e si corre per oltre 2 km all’interno del Parco San Giuliano dove il percorso segna già trenta chilometri.

Si raggiunge Venezia tramite il Ponte della Libertà (un rettilineo pianeggiante lungo quasi 4 km) e qui l’impatto psicologico gioca un ruolo importante perché in lontananza non si vedono le case di Venezia ma solo le grosse navi da crociera che fanno ben capire quanta strada c’è ancora da percorrere.

maratona di Venezia 2017

La gara entra quindi nella rinnovata area portuale e raggiunge il centro storico dove si vive la parte più speciale ed indimenticabile della corsa. Qui mi sono ritrovato circondato non solo dalle persone che assistevano alla competizione, ma anche da tutti quei turisti che in quella domenica visitavano questa splendida città.

La corsa prosegue accanto al Canale della Giudecca fino a Punta della Dogana, dove attraversando il Canal Grande su un ponte galleggiante, costruito appositamente per la maratona, si va verso Piazza San Marco.

Transitando per la Piazza – acqua alta permettendo, visto che grazie ad un temporale appena finito su alcuni punti del percorso ce n’erano anche 10 cm – vicino al Campanile e al Palazzo Ducale, il percorso della maratona raggiunge la linea di arrivo situata in Riva Sette Martiri.

La linea d’arrivo della maratona e le mani che disegnano un cuore.

Il percorso si allarga e si vede finalmente l’arco dell’arrivo: lì mi viene spontaneo disegnare un cuore con le mani rivolte al cielo per ringraziare e dedicare questa fantastica esperienza ad una persona speciale che mi ha accompagnato, dal cielo, durante tutta la gara: a te Mamma.

Chiudo il percorso in tre ore diciotto minuti e quarantaquattro secondi, un tempo che non mi aspettavo, ma che mi regala tante soddisfazioni e ripaga ampiamente tutte le fatiche sopportate per la preparazione.

0